Il trucco con l'Aerografo

April 5, 2016

 

Una volta la fotografia era analogica. Il supporto su cui si imprimeva l’immagine era una pellicola di tri-acetato cosparsa di un emulsione contenente micro-granuli di alogenuro d’argento. All’apertura del diaframma, I fotoni della luce colpivano questi micro-granuli facendoli scorrere lungo il gel della pellicola, per ricostruire l’immagine che l’obbiettivo aveva captato. Però la pellicola si imprimeva in negativo, poi con un bagno di acidi, si stampava l’immagine in positivo.  Lavorando come truccatrice per la moda, per capire se il trucco era fatto bene, mi regolavo semplicemente guardando il viso della modella da molto vicino, bastava la mia vista per scrutare o cogliere le imperfezioni del mio lavoro. La foto spesso veniva meglio di quello che avevo visto nella realtà perché il fotografo usava dei mezzi come la sovraesposizione, la luce, i filtri ecc. per attenuare la definizione e rendere l’immagine più pulita e perfetta.
Nella macchina fotografica digitale l’immagine viene catturata da un microchip chiamato CCD ( charge coupled  device ) che  quantizza la luce  in pixel ( picture elements ), cioè in punti di colore, che verranno trasferiti in un computer interno al corpo macchina per comporre l’immagine.
L’immagine analogica risulta più ombreggiata e meno vivida di quella digitale che oltretutto risulta notevolmente più definita. Maggiore è la quantità di pixel che compongono l’immagine digitale, maggiore è la definizione della stessa. Oggi, con l’alta definizione, abbiamo raggiunto la cifra di quasi 12 milioni di pixel per immagine. Quando ho visto per la prima volta un mio trucco fotografato in digitale, non mi capacitavo di quanto si leggessero le imprecisioni del mio lavoro, per non parlare dei minimi particolari della pelle come peli, rughe, rilievi, imperfezioni, tutto estremamente dettagliato  …….  volevo smettere di fare la truccatrice! Oggi, per capire come risulterà fotograficamente il mio lavoro, devo farmi ingrandire con lo zoom le porzioni del volto fotografato, perché il mio occhio non vede quanto vede l’immagine digitale che, per capire come verrà, posso controllare solo guardandola tramite il monitor della macchina fotografica.
Quando ho realizzato che avevo bisogno di trovare una soluzione ( quasi vent’anni fa ) mi sono avvicinata all’aerografia cioè la tecnica della stesura del colore tramite una pistola a spruzzo.
Ho visto che questa tecnica mi risolveva molte problematiche, infatti:

  • la stesura dei fondotinta risulta molto precisa, senza accumuli di prodotto visibili, mantenendo la trasparenza della pelle pur con un effetto molto coprente all’occorrenza.

  • Le sfumature sono più facili da ottenere e più uniformi.

  • I tempi di esecuzione di un trucco vengono letteralmente dimezzati.

  • Lo spreco di prodotto che solitamente per lo più viene assorbito dalle spugne, diminuisce notevolmente.

  • L’igiene   aumenta perché i cosmetici vengono versati direttamente dalla confezione al serbatoio della penna aerografica senza toccare altre superfici.

  • Il tipo di stesura permette ai prodotti di aderire anche su pelli acneiche e con varie problematiche dermatologiche, cosa che non fanno i prodotti stesi a mano.

  • L’aumento di precisione nell’esecuzione del trucco riduce la necessità di fotoritocco da parte del fotografo.

Se qualcuno mi chiede se preferisco truccare con la tecnica a mano o con quella aerografica, rispondo che non è più una questione di scelta! Oggi non si può più truccare a mano se il lavoro viene fatto in vista di qualunque ripresa ad alta definizione, sia che essa sia fotografica, cinematografica o televisiva.

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